Il PET è il materiale più utilizzato per la produzione di bottiglie di acqua minerale in plastica ed è contraddistinto dal numero 1 (codice di riciclo, come nella foto) all’interno di un triangolo in genere sul fondo della bottiglia

Il metodo di produzione delle bottiglie in PET prevede il trattamento ad alte temperature della plastica, che partendo dai granuli, viene fusa e poi gonfiata e modellata a formare la bottiglia, che noi tutti troviamo sugli scaffali dei supermercati.

Già negli anni novanta e’ stato dimostrato (link dello studio) che le alte temperature a cui il PET è sottoposto, soprattutto durante la fase di produzione delle bottiglie, inducono lo sviluppo di sostanze cancerogene volatili, come formaldeide (gruppo 1 IARC) e acetaldeide (gruppo 2B IARC), che vengono in parte trattenute in parte dall’acqua.

Un recente studio, molto accurato, è stato condotto da un gruppo californiano (Link gratuito dello studio) commissionato direttamente dal Ministero dell’Ambiente dello Stato della California.

Gli studiosi hanno osservato il fenomeno del rilascio di sostanze potenzialmente pericolose per la salute da 84 bottiglie di acqua minerale sottoposte a sei differenti combinazioni di temperature e tempi di stoccaggio.

In molte di queste condizioni è stata trovata una stretta correlazione tra le condizioni di stoccaggio e la loro migrazione nell’acqua.

La temperatura è stato il parametro più importante!

Infatti, variando di soli 10°C (da 20 a 30°C), alcune sostanze migranti aumentavano più di nove volte la loro concentrazione nell’acqua, come nel caso dell’Antimonio.

Il parametro tempo sembra meno influente, poiché i livelli di alcuni migranti aumentavano di quattro volte se stoccati per tre mesi.

L’Antimonio viene usato come catalizzatore nella fase di formazione della plastica.

Secondo l’ Agenzia Internazionale della Ricerca sul Cancro (IARC), l’Antimonio triossido è un possibile cancerogeno per l’uomo (gruppo 2B).

Il benzofenone viene anch’esso rilasciato dal PET  ed è considerato un possibile cancerogeno (gruppo 2B) dalla IARC.

Soluzioni

E’ importante ridurre l’esposizione ai veleni rilasciati dagli alimenti e alle bevande, che vengono imballate in PET, per evitare pericolosi fenomeni di accumulo!

Si consideri che, oltre alle bottiglie di acqua minerale, sono in PET anche le bottiglie di succhi di frutta, latte, bevande dissetanti, per cui l’esposizione all’Antimonio non è da sottovalutare, se si considerano le innumerevoli fonti di esposizione a questo contaminante.

E’, quindi necessario, sostituire le bevande in PET con altre in contenitori di vetro o acciaio, se possibile, riutilizzabili all’infinito e molto più sicure dal punto di vista dell’impatto sulla nostra salute.

Già abbiamo affrontato in un precedente articolo la questione delle microplastiche nell’acqua minerale o di rubinetto in questo articolo (link di approfondimento) e del problema della contaminazione delle falde acquifere (link di approfondimento).

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Dr Pasquale Cioffi

Autore del libro “La Dieta della Plastica

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