La terapia del sale o haloterapia consiste nell’esposizione a microclimi naturali o artificiali (grotte di sale , miniere di sale ecc.), che sfruttano diverse proprietà benefiche del sale.

Le grotte di sale sono una realtà presente in tutte le più importanti città italiane e vari sono i metodi impiegati per creare questo microclima che permette fondamendalmente di stimolare il movimento mucociliare delle alte e basse vie respiratorie ed espellere gli agenti patogeni.

L’aereosol delle grotte di sale può essere  di due tipi:

– a secco mediante l’esposizione a frammenti di sale inalabili;

– a umido attraverso l’esposizione a micro-goccioline di acqua salata o misti.

Ci sono grotte che prevedono l’utilizzo di micronizzatori, che permettono la frammentazione in loco del sale mentre altri apparecchi si limitano a sospendere in aria la polvere già micronizzata.

Il sale utilizzato per aereosol può essere di tipo medicinale o meno e comunque, ad oggi, non sono previsti test per il sale utilizzato nelle grotte del sale, che escludano la presenza di microplastiche e nanoplastiche.

Un recentissimo studio internazionale (Kim JS, et al. Global Pattern of microplastics  in commercial Food-grade salts: sea salta s an indicator of seawater MP pollution. Environ Sci Technol 2018 oct 16) ha analizzato 39 diversi campioni di sale da cucina  prodotti in 16 nazioni in tutti i continenti.

Più del 90% dei campioni è risultato contaminato, e cioè il sale marino, di lago e addirittura di miniera.

E’ stata evidenziata una stretta correlazione tra inquinamento ambientale e concentrazione delle microplastiche nel sale.

Infatti i campioni asiatici, dove l’inquinamento ambientale da microplastiche è maggiore, hanno mostrato un picco di circa 13000 microplastiche per kg di sale.

Basta pensare che solo nel corso del 2010, più della metà (54,6%) dei rifiuti di plastica non correttamente smaltiti e cioè sversati direttamente nei mari su scala globale, derivavano da sei Paesi del Sud-Est Asiatico quali la Cina, l’Indonesia, le Filippine, il Vietnam, Sri Lanka e Thailandia.

Questi rifiuti vanno incontro ad un lento processo di degradazione foto-ossidativa perché sollecitate dagli agenti atmosferici (raggi uv del sole, movimento delle onde del mare, salinità, sbalzi termici ecc.), che induce la loro frammentazione in microplastiche.

In Cina, India e altri Paesi in via di sviluppo la fonte principale delle microplastiche degli oceani è rappresentata dai cicli di lavaggio dei tessuti sintetici, probabilmente perché gli scarichi non vengono convogliati ai depuratori.

Nei Paesi del nord America e dell’Europa la principale fonte di microplastiche destinate agli oceani è invece rappresentata dalle emissioni degli pneumatici delle vetture a motore.

Il sale di miniera ha evidenziato una minore concentrazione di particelle (4-30 microplastiche per kg).

Inoltre è stato stimato che se un adulto usa abitualmente il sale per condire i cibi fino a 10 grammi al giorno, assumerà per via orale inconsapevolmente duemila microplastiche.

Sarebbe importante escludere l’uso del sale da cucina come condimento perchè il fabbisogno di sodio, ubiquitario  viene coperto in ogni alimento e bevanda.

Ora se la quasi totalità del sale da cucina è contaminato da microplastiche, come possiamo essere sicuri che nel sale respirato per haloterapia non ci siano microplastiche e nanoplastiche?

Il sale che respiriamo nelle grotte del sale è stato mai sottoposto ad analisi specifiche per escludere la presenza di microplastiche e nanoplastiche?

Le autorità competenti dovrebbero:

  •  predisporre di un test standardizzato che permetta di escludere la presenza di microplastiche e nanoplastiche nel sale utilizzato nella haloterapia o terapia del sale soprattutto quella destinata ai bambini e a scopo terapeutico;
  •  regolamentare il settore dell’haloterapia soprattutto nell’ottica di proteggere la salute dei  pazienti più fragili come bambini e persone affette da polimorbilità;
  • nel frattempo per i pazienti sarebbe meglio preferire le grotte del sale che utilizzano il sale di tipo medicinale secondo Farmacopea Ufficiale, perchè è quello più controllato e sicuro per la nostra salute.

 

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Dr Pasquale Cioffi

 

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