Nella stagione invernale un bel tè o una tisana calda sono l‘ideale per mantenersi in salute!
Ma quali rischi per la salute nasconde la preparazione di una tisana, che è strettamente correllata al relax, alla salute, al benessere psico-fisico?
Vediamo insieme le 4 regole per una tisana salutare!

Prima regola: la materia prima!
Come prima regola bisogna sempre partire da una materia prima esente da pesticidi.
Spesso diamo per scontato, quando ci troviamo di fronte agli scaffali del supermercato, che tutti i prodotti sono uguali e la differenza la fa solo il prezzo.
Non è così!
La differenza sta anche nella salute, che rischiamo di perdere!
Scegliere un tè o una tisana biologica significa non esporsi a pericolosi pesticidi, che minacciano la nostra salute.
Soprattutto quando si tratta di prodotti agricoli extra-europei, dove la normativa sull’utilizzo dei pesticidi non è molto rigida, si rischia di esporsi inconsapevolmente a tipologie di pesticidi, che in Europa sono stati banditi da tempo!
Molti di questi pesticidi sono particolarmente pericolosi soprattutto durante la gravidanza o nei primi anni di vita dei bambini, perché vanno ad alterare il normale sviluppo del cervello.
Andate a vedere l’inchiesta di Presa Diretta, che approfondisce questo tema (link di approfondimento) .

Seconda regola: l’imballaggio!
A chi non segue il mio blog (link) , potrebbe sembrare strano che la salubrità di un alimento sia influenzata dall’imballaggio o confezionamento.

Un rigoroso studio indiano (link dello studio) ha dimostrato il rilascio di pericolosi ftalati dalle classiche bustine di tè nell’acqua bollente oltre ai pesticidi descritti prima.
Infatti le bustine di tè o di altre tisane non sono di pura cellulosa vergine (si scioglierebbero rapidamente in acqua bollente come la carta igienica), ma di plastica termo-resistente, che libera ftalati.
Quindi è sempre meglio scegliere prodotti non confezionati in bustine ma in contenitori di acciaio oppure è possibile svuotare la bustina del contenuto, evitando così di immergerla in acqua.
Infatti sono proprio le alte temperature dell’acqua a essere in grado di estrarre dalla bustina i pericolosi ftalati.
Useremo poi un colino di acciaio (quello di plastica rilascia interferenti endocrini!) oppure ci doteremo di un filtro-sfera in acciaio!

Terza regola: l’acqua da utilizzare.
E’ assolutamente sconsigliato utilizzare acqua minerale imbottigliata in plastica ma si può usare acqua di rubinetto o confezionata in vetro (link di approfondimento).
Le acque minerali in bottiglie di plastica potrebbero rilasciare sostanze contenute nella plastica, detti interferenti endocrini o microplastiche e nanoplastiche (link di approfondimento).

Quarta regola: la tazza in ceramica o vetro.
Dopo tutto questo sforzo non cadiamo nella tentazione di utilizzare un bicchiere di plastica come il PET, il Polistirolo o la melamina, che sono i più diffusi, soprattutto nei bar e nei fast-food.
L’alta temperatura dell’infuso facilita il rilascio di additivi delle plastiche presenti a una percentuale, che varia dal 2 al 4%, tra cui ftalati e bisfenoli (link di approfondimento).
Usiamo bicchieri di vetro o ceramica, che sono riutilizzabili, sono più sicuri per la salute e non producono rifiuti per l’ambiente!

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Dr Pasquale Cioffi

Autore del libro “La Dieta della Plastica

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