L’ulivo è la pianta della salute, la panacea di tutti i mali, scopriamo come e perché.

La pianta dell’ulivo è una pianta da sempre coltivata nel bacino del mediterraneo, infatti il nome botanico dell’ulivo è Olea Europea. Si tratta di una pianta straordinaria, che attraverso la produzione di olio extravergine di oliva ha reso la dieta mediterranea uno dei regimi alimentari con maggiori benefici per la salute. Infatti molti studi scientifici correlano l’uso di olio extravergine di oliva con l’attività antipertensiva, antiossidante, anticoagulante, antiaging.

Vediamo come e perchè!

L’olio extravergine di oliva ha un altissimo contenuto in principi attivi detti polifenoli (circa 300 mg per kg ), che scende a concentrazioni di dieci o venti volte in meno nel comune olio di oliva (non extravergine), fino a scomparire del tutto negli oli di oliva raffinati. L’olio extravergine di oliva fresco, appena spremuto o estratto, può addirittura arrivare a 500 mg per kg di polifenoli  e sono proprio questi ultimi a dare all’olio il caratteristico sapore amarognolo o piccante. I più rappresentativi ed importanti sono l’oleuropeina e l’idrossitirosolo.

Fondamentalmente tutte le loro attività biologiche si esplicano perché sono dei potentissimi antiossidanti e bloccano tutta una serie di molecole nocive ( radicali liberi dell’ossigeno, radicali liberi dell’azoto, ecc.) e di processi (infiammazione, proliferazione incontrollata, invecchiamento, ecc), che sono alla base di molte patologie.

Queste sostanze benefiche sono fotosensibili e vanno incontro ad un naturale processo di degradazione con il passare del tempo. Infatti l’olio extravergine invecchiato anche solo di un anno ha perso il suo caratteristico sapore amarognolo e piccante ma non irrancidisce proprio per l’azione antiossidante dei polifenoli ancora presenti in minima parte.

E’ doveroso sapere però, che la parte della pianta più ricca in polifenoli non è il frutto ma le foglie, che contiene fino a 26 grammi di oleuropeina (90 volte la concentrazione nell’olio extravergine) e se consideriamo tutti i derivati polifenolici, abbiamo altri 7 grammi di altri derivati polifenolici benefici per la nostra salute, per un totale di 33 grammi per kg.

Per cui è molto probabile che l’olio extravergine di oliva ottenuto macinando anche una discreta percentuale di foglie, avrà sì un sapore più amaro e piccante ma avrà una maggiore concentrazione di polifenoli e quindi maggiori benefici.

Le evidenze scientifiche a supporto delle molteplici azioni benefiche dell’estratto di foglie di olivo(riportate con tanto di link per chi vuole leggersi la review) dimostrano una discreta azione:  

ipoglicemizzante (link articolo, leggi l’abstract),

ipolipemizzante (link articolo scaricalo gratuitamente),

ipocolesterolemizzante (link articolo scaricalo gratuitamente),

antinfiammatoria (link articolo, leggi l’abstract)

antipertensiva (Link articolo, leggi l’abstract).

L’estratto di foglie di ulivo ha anche una blanda azione antibatterica ed antivirale ma con uno spettro di azione non molto ampio. Vedremo nel prossimo articolo del blog anche l’azione antitumorale emersa da recentissimi studi.

Oramai farmacie, parafarmacie ed erboristerie sono invase da prodotti nutraceutici o fitoterapici, contenenti tra i principi attivi, l’estratto di foglie di ulivo. Per esempio prodotti fitoterapici ad azione antipertensiva, prescritti anche dai medici per i pazienti border-line, per i quali non è ancora previsto l’utilizzo del classico farmaco, contengono normalmente estratto di foglie di ulivo, biancospino ed eventualmente estratto di aglio o altro ancora; un altro esempio sono i preparati ipoglicemizzanti contenente sempre l’estratto di foglie di ulivo, gelso bianco,  eventualmente cannella, cromo o altro ancora.

Una ditta olandese ha registrato un’associazione di estratti fitoterapici e Sali minerali, che vende in tutto il mondo per la prevenzione dell’osteoporosi (Bonolive): l’oleuropeina va a stimolare la formazione di nuovo tessuto osseo (osteoblasti) contrastando in maniera efficace il rischio di osteoporosi.

La prima ditta a commercializzare a livello internazionale è di origine neozelandese (pensate un pò dall’altro capo del mondo!) e con un rigoroso studio scientifico ha dimostrato che l’estratto glicolico viene più facilmente assimilato delle formulazioni solide (compresse o capsule).

Ovviamente non si tratta di un semplice infuso, che i nostri avi già utilizzavano come panacea di tanti malanni, ma di una formulazione studiata ad hoc per estrarre la massima quantità di polifenoli e per essere assorbita in maniera ottimale del nostro tratto gastro-intestinale.

Altre formulazioni liquide per via orale sono state sviluppate e si trovano in commercio per cui la scelta è abbastanza ampia ma poche hanno studi scientifici seri a supporto.

Infatti bisogna capire che non basta solo introdurre la giusta quantità di sciroppo, infuso, estratto e così via, ma bisogna accertarsi (lo dico da consumatore) che il prodotto acquistato abbia poi degli studi detti ”farmacocinetici”, che garantiscano l’assorbimento del principio attivo (la cosiddetta biodisponibilità).

Per cui quando comprate, state attenti perché non tutti i prodotti sono uguali anche se apparentemente lo sono, anche contengono più o meno le stesse cose, ma formulazioni differenti, eccipienti diversi possono permettere di avere benefici o di buttare solo soldi.

Nel secondo articolo, che seguirà, scopriremo le nuove evidenze scientifiche dei polifenoli delle foglie di ulivo ad azione antitumorale.

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Dr Pasquale Cioffi

Autore del libro “La Dieta della Plastica

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