Abbiamo visto nel primo dei tre articoli dedicati all’ulivo una serie di proprietà benefiche per la prevenzione e cura di numerose patologie come l’ipercolesterolemia, la iperlipidemia, osteoporosi, pre-ipertensione e nella prevenzione dei picchi glicemici, nella prevenzione dello stress ossidativo a carico del sistema cardiovascolare e non solo.

In questo nuovo articolo focalizzeremo l’attenzione sulle ultime evidenze scientifiche, che hanno rivelato come i due più rappresentativi poifenoli, l’oleouropeina e l’idrossitirosolo, abbiamo un’interessante attività antitumorale.

Il meccanismo antitumorale dei polifenoli dell’ulivo è stato ampiamente studiato in modelli in vitro ed in vivo e agisce a più livelli del complesso fenomeno della cancerogenesi e della crescita tumorale.

Essi riducono il processo di infiammazione alla base della formazione delle lesioni precancerose, contrastano la proliferazione del tumore riducendo il fenomeno dell’angiogenesi (ossia la neo-formazione di vasi sanguigni, che nutrono il tumore) e contrastano la formazione di nuove metastasi.

Tutti questi meccanismi si basano, come abbiamo visto anche per le precedenti patologie, sulla capacità dei polifenoli, presenti in grande abbondanza nelle foglie d’ulivo, di avere una elevatissima attività antiossidante, che permette loro di abbattere lo stress ossidativo causato dai radicali liberi dell’ossigeno e dell’ossido nitrico, che innescano di tutti i fenomeni di cancerogenesi e sviluppo della lesione cancerosa.

In modelli in vitro essi sono risultati molto efficaci nell’inibire la proliferazione dell’adenocarcinoma del colon, in modo particolare l’idrossitirosolo. Ma gli studi più interessanti appaiono quelli effettuati sull’oleuropeina l’altro polifenolo, che è anche il più abbondante nell’estratto di foglie di ulivo.

L’oleuropeina ha invece dimostrato un’interessante attività antitumorale nei modelli in vitro su carcinoma della mammella, melanoma, prostata, adenocarcinoma del colon, carcinoma polmonare, carcinoma urinario, prostata e pancreas.

Nei modelli animali (ratti) l’oleuropeina ha dimostrato una buona attività preventiva contro il tumore della mammella, della pelle, tumori dei tessuti molli ed effetti uroprotettivi contro la cistite emorragica indotta dalla ciclofosfamide. Nel tumore della mammella i polifenoli dell’ulivo hanno anche dimostrato in vitro di avere un’attività antiestrogenica e di inibire l’enzima aromatasi, indispensabile per la produzione di estrogeni e la stimolazione tumorale ormono-sensibile.

In un recente studio in vitro l’associazione bevacizumab ed estratti di foglie di ulivo sono stati molto efficaci nel bloccare la crescita tumorale del glioblastoma

Ci tengo a sottolineare che stiamo parlando di studi su modelli in vitro su linee cellulari umane e in vivo sui roditori per cui siamo ancora lontani dal confermare le buone notizie anche sull’uomo.

In realtà l’oleuropeina è anche stata utilizzata in alcuni protocolli sperimentali in associazione con la classica chemioterapia nel melanoma, con risultati non soddisfacenti e comunque ancora da confermare.

Nel prossimo e ultimo articolo vi svelerò un importante segreto dell’olio extravergine d’oliva!

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Dr Pasquale Cioffi

Autore del libro “La Dieta della Plastica

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