Le vernici acriliche sono quelle più utilizzate in ambiente domestico e nel settore industriale.

Esse sono economiche, non ingialliscono con l’invecchiamento e sono molto stabili anche durante lunghi periodi di stoccaggio.

Hanno, inoltre, un’alta resistenza agli sbalzi termici, alle abrasioni e seccano rapidamente.

Esse sono, fondamentalmente, miscele complesse tenute insieme da un legante polimerico di plastica (composizione fino al 30%) oltre ai pigmenti colorati, additivi antischiuma, lucidanti, disperdenti, opacizzanti, addensanti e altri componenti.

Una volta applicata la vernice sulle pareti, i polimeri filmano per coalescenza, cioè mentre l’acqua evapora, le fibre polimeriche si avvicinano e si compattano tra di loro a formare un unico film solido.

I cosiddetti leganti polimerici (la plastica) sono ottenuti per polimerizzazione controllata di monomeri tramite l’aggiunta, nel caso specifico, di tensioattivi usati come agenti disperdenti.

Essi possono liberare nell’aria microparticelle respirabili di plastica per usura meccanica (link di approfondimento)oltre che rilasciare monomeri o oligomeri in esso contenuti, se la polimerizzazione non è stata correttamente effettuata.

Soluzioni:

Alla successiva tinteggiatura, è preferibile che le nostre case vengano tinteggiate con vernici ecologiche, facilmente reperibili, completamente atossiche e non dannose all’ambiente, realizzate solo con materie prime vegetali e minerali prive di derivati petrolchimici.

Per i più coraggiosi e i fanatici del “fai da te”, è possibile preparare in casa una vernice al latte atossica e naturale, come si faceva prima dell’epoca industriale.

Basta aggiungere il succo di un limone intero per litro di latte scremato, mescolare il tutto e lasciar riposare per una notte a temperatura ambiente. Il latte cagliato si filtra con l’ausilio di un pezzo di garza.

A questo punto, si può aggiungere una quantità variabile di pigmento naturale colorato, come per esempio la polvere di curcuma gialla, al caglio, fino ad ottenere la tonalità desiderata.

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Dr Pasquale Cioffi

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