E’ finalmente disponibile in Italia la prima target-therapy (Lartruvo)  per il trattamento dei pazienti adulti affetti da sarcoma dei tessuti molli in fase avanzata che non siano candidabili a trattamenti curativi di tipo chirugico o radioterapico e che non sono stati precedentemente trattati con doxorubicina.

La terapia in associazione è risultata più efficace della sola doxorubicina sia in termini di indicatori principali (sopravvivenza assoluta) sia in termini di indicatori secondari (tempo libero da progressione).

Come funziona il nuovo farmaco?

Da poco è disponibile in Italia il nuovo anticorpo Olaratumab (scarica gratuitamente la scheda tecnica). Si tratta di un’immunoglobulina modificata che è in grado di riconoscere e legare un importante recettore, che è stimolato dal fattore di crescita derivato dalle piastrine.
Il legame dell’anticorpo con il recettore blocca un importante meccanismo di crescita delle cellule tumorali.

Come viene somministrato?
Il farmaco viene somministrato per via endovenosa in associazione a doxorubicina fino a un massimo di 8 cicli di trattamento ( ogni ciclo dura 21 giorni), seguito dall’anticorpo in monoterapia nei pazienti fino a progressione di malattia. L’infusione della terapia anticorpale dura in media un’ora.
E’ prevista una premedicazione con un antistaminico e desametasone, per via endovenosa, da 30 a 60 minuti prima della somministrazione dell’anticorpo monoclonare per ridurre l’insorgenza di reazioni anafilattiche, frequenti soprattutto alla prima infusione.

Ci sono particolari accorgimenti in pazienti fragili?
Non ci sono particolari precauzioni da seguire per i pazienti con insufficienza epatica e renale lieve o moderata. Non ci sono dati disponibili per i pazienti pediatrici. Le donne in età fertile devono utilizzare misure contraccettive durante il trattamento e per almeno 3 mesi dopo l’ultima dose di olaratumab, perchè l’anticorpo ha indotto gravi malformazioni su feti di roditori. Quindi non è raccomandato durante la gravidanza.

Quali sono i principali effetti collaterali?
La tossicità cardiaca è correlata alla dose cumulativa della doxorubicina usata in associazione. Il medico predisporrà un protocollo di cardio-prevenzione mediante il monitoraggio delle funzioni cardiache mediante ecocardiogramma.
Gli eventi avversi più comuni frequenti soono dolore muscoloscheletrico e neutropenia, con un’incidenza rispettivamente del 64,1% dei casi e del 59,4 % nello studio di fase 2.

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Dr Pasquale Cioffi

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