Uno dei prodotti più utilizzati in cucina è la pellicola trasparente e autosigillante per alimenti.

Le sue straordinarie proprietà elastiche e autosigillanti la rendono uno strumento versatile ed indispensabile per la conservazione di tutti i tipi di alimenti.

Ma sapete di cosa è fatta la pellicola?

…E siete sicuri che l’uso indiscriminato della pellicola in cucina faccia bene alla vostra salute?

La pellicola trasparente è in genere fatta da polivinilcloruro (PVC) un materiale che è tutt’altro che elastico, anzi è di consistenza vitrea.

Per renderlo così flessibile, elastico e autosigillante vengono aggiunti al PVC una percentuale di additivi detti plasticizzanti come bisfenoli e ftalati intorno al 2% in peso.

Questi additivi sono detti interferenti endocrini perché, una volta assorbiti dagli alimenti, vanno ad alterare il delicato equilibrio ormonale di numerosi organi come la mammella, l’ovaio, la prostata, la tiroide, i testicoli e non solo….

Il problema sorge quando usiamo queste pellicole per avvolgere e conservare prodotti grassi come formaggi, dolciumi, affettati.

Infatti gli additivi tossici vengono rapidamente assorbiti proprio nella componente grassa, lardo, olio, burro, marganina, strutto.

Inoltre è vivamente sconsigliato utilizzare la pellicola trasparente in PVC a contatto con alimenti caldi, cotti da poco tempo o addirittura bollenti.

L’eccessivo calore accellera il fenomeno della migrazione degli interferenti endocrini verso l’alimento e induce il rilascio nell’aria di sostanze volatili e semi-volatili contenute nella plastica come il cloruro di vinile.

Il cloruro di vinile, il monomero utilizzato per la produzione del PVC è una sostanza volatile ad attività cancerogena e mutagena per l’uomo (Link gratuito dello studio dell’Agenzia Internazionale della Ricerca sul Cancro).

Dovete ben tenere a mente che oggi il PVC è utilizzato dappertutto, dalle tende da doccia ai raccordi flessibili in plastica degli acquedotti, alle pellicole sottili per alimenti.

Per cui intorno a noi, in maniera diretta o indiretta sono presenti numerose fonti di PVC,di cui non sempre siamo a conoscenza.

Per esempio sono state trovate concentrazioni preoccupanti di additivi plasticizzanti nella frutta e nella verdura irrorate da tubi flessibili in PVC (Link dello studio).

Inoltre non dimenticate che le plastiche degli imballaggi di alimenti e bevande sono fonti di microplastiche e nanoplastiche (Link di approfondimento).

Infine anche semplici gesti quotidiani possono nascondere insidie per la nostra salute, se non siamo pienamente consapevoli della minaccia rappresentata dalle plastiche, come per esempio preparare una semplice spremuta di arance (Link di approfondimento).

Soluzioni

Utilizzare metodi alternativi e materiali alternativi per la conservazione degli alimenti come i contenitori di vetro, acciaio o ceramica o tessuti naturali in cotone o lino non trattati.

Poi ci sono nuove pellicole in materiale naturale come cera d’api e cotone, riutilizzabili e plasmabili.

 

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Dr Pasquale Cioffi

 

Autore del libro “La Dieta della Plastica

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