La diffusione massima della plastica soprattutto come imballaggio di alimenti e bevande nel corso degli ultimi sessent’anni ha impattato negativamente sulla nostra salute, creando nuove patologie come l’infertilità maschile e femminile!

Se prendiamo come esempio la generazione delle coppie fertili nella prima metà del Novecento, molte avevano più di tre figli e in alcuni casi, non tanto sporadici, superavano i cinque figli.

Tutto è cambiato nella seconda metà del secolo scorso; infatti, con l’avanzare del benessere e dell’emancipazione femminile, si è registrato un calo delle nascite tale che, oggi, sono tantissime le coppie che per avere figli ricorrono ai metodi messi a disposizione dalla Scienza, dalle pratiche dell’inseminazione artificiale fino all’affitto dell’utero eterologo.

Siamo sicuri che le donne non abbiano più voglia di procreare?

È tutta colpa dell’emancipazione femminile e della precarietà del lavoro giovanile?

Sicuramente le cause sono tante: lo stress e l’età della donna sono due importanti fattori di rischio, ma uno dei più sottostimati fattori di rischio sia rappresentato dagli interferenti endocrini.

Essi sono un’ampia classe di composti, che con l’industrializzazione selvaggia, sono diventati ubiquitari.

Basti pensare che il 2% della plastica che utilizziamo ogni giorno come piatti, bicchieri, posate, cannucce, ecc è costituita da interferenti endocrini.

Queste sostanze vengono rilasciate negli alimenti e nelle bevande con cui entrano in contatto, perché spesso si tratta di imballaggi come bottiglie di acqua minerale o i bicchierini monouso per il caffè!

Anche piccole quantità di questi veleni, uniti in un cocktail potenziato, sono particolarmente pericolose!

 

Essi hanno favorito l’insorgenza di patologie, che fino a cinquanta anni fa erano sconosciute e impensabili e che sono oggi un campanello d’allarme socio-sanitario (link dell’articolo scientifico).

 

Le anomalie nei cicli mestruali, la pubertà precoce, l’infertilità maschile, l’abortività precoce, la poliabortività, i parti pretermine, le patologie uterine come l’endometriosi, le malformazioni dell’apparato riproduttivo, rappresentano una parte importante di queste patologie.

La fase dell’organismo più sensibile all’azione degli interferenti endocrini è sicuramente quella riproduttiva, che va dalla produzione dei gameti allo sviluppo intrauterino e post-natale della progenie.

Infatti, l’organismo in via di sviluppo può trovarsi esposto a dosi di interferenti endocrini innocue per l’adulto ma nocive per il feto, considerando le sue piccole dimensioni.

Sono convinto che nel corso di laurea di Medicina e Chirurgia, nei corsi di specializzazione in Ginecologia e nei centri poliabortività andrebbero previsti dei corsi di approfondimento e di aggiornamento sugli interferenti endocrini.

l’unico modo che abbiamo per risolvere definitivamente il problema è eliminare la plastica dalla nostra quotidianità o comunque cercare di limitare il più possibile il suo utilizzo!

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Dr Pasquale Cioffi

Autore del libro “La Dieta della Plastica

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