I nostri bambini sono quotidianamente esposti a veleni rilasciati dalle plastiche degli imballaggi a contatto con alimenti e bevande confezionate, che rappresentano coktail pericolosi per la loro salute.

Si fa sempre più forte l’ipotesi che le esposizioni multiple di questi veleni creino un cosiddetto “effetto coktail”, di cui la Comunità Scientifica internazionale non è ancora in grado di tracciarne i contorni!

Vi riporto un esempio concreto delle abitudini di una famiglia media italiana, composta da madre, padre e due figli (precisamente uno virgola trentasette secondo gli ultimi dati ISTAT) per farvi capire in quali e in quanti fonti potenziali di contaminazione e di esposizione ci imbattiamo ogni giorno!

La mamma e il papà si alzano presto la mattina e preparano, con tanto amore per i propri figli, la colazione con latte o yogurt e biscotti, contenuti in imballaggi di plastica (prima fonte di esposizione, link di approfondimento).

I genitori mettono nello zaino dei bambini la merendina preconfezionata in plastica e il succo di frutta (seconda fonte di esposizione) e poi li accompagnano a scuola.

I bambini, che usufruiscono della mensa scolastica, usano bicchieri, piatti e posate di plastica monouso, che rilasciano altro contaminante a contatto con i cibi caldi (terza fonte di esposizione, link di approfondimento).

Poi gli stessi bambini mangiano pasta e carne o pesce, confezionati nei loro imballaggi (quarta fonte di esposizione), che sono premurosamente cotti da un cuoco professionista in pentole rivestite da uno strato antiaderente in perfluorocarburi, che a sua volta rilascia altre sostanze pericolose come i perfluorocarbuti (quinta fonte di esposizione, link di approndimento).

Qualcosa di simile accade poi al ritorno da scuola, quando la mamma prepara la cena usando gli alimenti preconfezionati (sesta fonte di esposizione) e li cucina nelle insostituibili pentole antiaderenti (settima fonte di esposizione).

Dulcis in fundo, prima di andare a dormire, ai bambini, un po’ agitati, viene preparata una bella tisana alla camomilla, immergendo la bustina-filtro di plastica (ottava fonte di esposizione) in acqua bollente. Le bustine-filtro sono nient’altro che plastica termo-resistente, che purtroppo rilascia pericolosi interferenti endocrini una volta immersi nell’acqua bollente, come dimostra questo studio (link di approdondimento)

Durante la giornata i dolci angioletti giocano, a casa o a scuola, con giocattoli di plastica, che rilasciano pericolosi interferenti endocrini a contatto con le mano (nona fonte di esposizione, link di approfondimento)

I bambini portano il pannolino, che è fatto di plastica ed è a contatto con la pelle 24 ore su 24 (decima fonte di esposizione via transdermica) e, almeno due o tre volte al giorno, le loro parti intime saranno pulite con le salviette umidificanti, creme antiarrossamento e altri prodotti, tutti rigorosamente in confezioni di plastica (undicesima fonte di esposizione, link di approfondimento).

Ah, dimenticavo… forse la più importante fonte di esposizione della giornata, l’acqua oligominerale in bottiglia di plastica (dodicesima fonte di esposizione, link di approfondimento).

Da questo pratico esempio si evince che, anche se fossero rigorosamente rispettati i limiti di migrazione specifica per ogni imballaggio considerato, come previsto dagli Enti preposti alla Sicurezza Alimentare, la sommatoria delle sostanze migranti cedute dagli stessi potrebbe quotidianamente superare, più e più volte, la dose tollerabile giornaliera, cioè la dose considerata non tossica per la salute umana, soprattutto per i bambini piccoli!

Purtroppo i bambini sono soggetti particolarmente vulnerabili all’azione dei veleni rilasciati dalle plastiche, perchè hanno un sistema di neutralizzazione epatico e di eliminazione a livello renale non efficiente come quelli di un adulto!

Le contromusure da adottare sono:

  • eliminare gli oggetti monouso in plastica come posate, piatti, bicchieri, ecc., anche nelle mense scolastiche
  • bere acqua dal rubinetto o da bottiglie in vetro;
  • consumare cibi non confezionati in plastica;
  • non adoperare le famose pentole antiaderenti in pietra;
  • non comprare giocattoli in plastica;
  • non usare cosmetici in contenitori di plastica.

Si tratta  di sostenere una vera e propria rivoluzione culturale, che ci liberi dalla Dieta della Plastica, che inconsapevolmente seguiamo tutti i giorni!

Se vuoi essere sempre aggiornato, registrati alla newsletter gratuitamente ora (link)!

dr Pasquale Cioffi

Share This