Le nostre auto sono impressionanti fonti di microplastiche e nanoplastiche, sia per l’abrasione degli pneumatici sull’asfalto che per l’usura dei freni.

Attualmente i freni delle auto a scoppio sono costituiti da pastiglie, una componente dei freni a disco, detti anche pasticche che collidono contro la controparte ruotante per esercitare la frenata.

Le pastiglie sono costituite da un componente principale, che è una resina di plastica e una parte fibrosa (fibra di vetro, ceramica, metalli come rame, acciaio, ottone) e additivi detti modificatori di attrito per aumentare l’attrito come ossido di silice e metalli in polvere. Il disco in genere è in ghisa o materiali compositi.

Maggiore è la forza di frenata e minore sarà il diametro delle particelle emesse.

E’ stato stimato  che nel 2005 le polveri emesse dalle pasticche dei freni  sono state pari a circa 12.000 tonnellate solo in Germania.

 

Circa il 50% delle emissioni dei freni è costituito da polveri sottili, distinti per metà in polveri di grandi dimensioni, i cosiddetti PM10,  e poco meno della metà in PM 2,5 , le polveri più piccole e respirabili!

Le polveri emesse sono quindi molto leggere e volatili. In particolare le polveri sottili indicate dalla sigla PM 2,5 sono quelle più pericolose, perchè sono più piccole, leggere ed invasive. Possono essere trasportate dai venti per kilometri e accumularsi nelle nostre case.

Hanno la capacità di assorbire, come delle spugne, altri pericolosi contaminanti ubiquitari dispersi nell’ambiente come:

  • metalli pesanti (piombo, rame, ferro, nickel, ecc),
  • inquinanti persistenti come i pesticidi organoclorurati, gli idrocarburi pesanti, ecc,
  • microrganismi potenzialmente patogeni per l’uomo.

Una volta inalati, sono in grado si depositarsi nelle parti più profonde dell’apparato respiratorio e lì liberano il loro potenziale carico di veleni.

Inoltre sono in grado di innescare una risposta infiammatoria cronica su base immunitaria, che potrebbe predisporre a numerose malattie dall’asma a lesioni precancerose, poichè si tratta di nanoparticelle nè biodegradabili nè  biocompatibili.

L’uomo ha fatto del progresso la sua arma vincente, che gli ha permesso di migliorare la qualità di vita e di prosperare nel benessere. Siamo però giunti ad un bivio di fronte al quale dobbiamo scegliere:

  • o di vivere una vita comoda e senza pensieri ignari di aver ficcato la nostra testa nella ghigliottina del progresso selvaggio, che potrebbe innescarsi in ogni momento,
  • o cercare di liberarci dalla morsa del consumismo distruttivo,ridisegnando il nostro mondo e tenendo conto dell’impatto che hanno tutte le tecnologie sulla nostra salute e sull’ambiente.

 

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Dr Pasquale Cioffi

 

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