A partire da 1 gennaio 2018 nei reparti ortofrutta dei supermercati è stata bandita la plastica, rendendo obbligatoria per legge l’adozione dei sacchetti biodegradabili e compostabili ma si sono dimenticati i guanti monouso in plastica!!

Secondo una vecchia norma del 1962 per motivi igienici è necessario l’utilizzo di guanti monouso per i clienti che manipolano alimenti non confezionati come frutta e verdura.

La quantità di guanti monouso e’ un dato non conosciuto ma basta osservare il cestino al reparto ortofrutta per avere un’idea!

PARLIAMO DI TONNELLATE DI PLASTICA OGNI ANNO, CHE VANNO SMALTITE A NOSTRE SPESE!

Se i guanti monousi saranno destinati al riciclo, verranno impiegati tanto tempo, denaro ed energia per riottenere altra plastica da rismaltire di nuovo!

Ma chi paga questa economia circolare?

PANTALONE O NOI CONSUMATORI?

 

In altri Paesi Europei non esiste una norma così restrittiva….forse per evitare uno spreco di plastica enorme?

Se la normativa italiana pone al centro la salubrità dell’alimento, conoscete qualcuno che mangia la frutta e la verdura comprata senza lavarle?

La risposta è No!!

MA se fosse anche così, saremo sicuri che la frutta comprata al supermercato, manipolata con i guanti, sia esente da contaminazioni microbiche?

La risposta è No!

La normativa, che obbliga l’adozione dei guanti monouso, tiene conto del danno ambientale e delle ripercursioni  sulla salute del consumatore(link di approfondimento)?

La risposta è No!!

La normativa (Legge n123/2017) che prevede l’obbligo dell’adozione dei sacchetti biodegradabili per frutta e verdura ha perso una forte valenza pratica lasciando deregolamentato l’uso dei guanti monouso in plastica.

 

Sarebbe bastato estendere la norma a tutti i monouso del reparto ortofrutta compresi i guanti  e le cassettine….

I cultori della profilassi igienica, che godono sapendo che quella deliziosa mela, acquistata al banco frutta,  non è stata profanata da mani sporche, hanno idea delle condizioni in cui versa il nostro Pianeta, la nostra Italia, il nostro giardino di casa?

I più fortunati, che si godono il loro angolo verde, hanno mai provato a contare quanti secondi servono per trovare un pezzettino di plastica nascosto tra i cespugli o nel prato o tra le zolle di terra smossa?

Che importa se quel guantino va a finire in bocca ad un capodoglio, strozzandolo?

Che importa se i frammenti di quel guantino finiranno nei nostri piatti della vigilia di Natale sotto forma di spaghetti con le vongole, farcite di microplastiche?

Cosa lasceremo ai nostri figli, cocktail velenosi farciti da microplastiche e nanoplastiche (link di approfondimento)?

Cosa importa se plastiche, microplastiche e nanoplastiche soffocano il nostro meraviglioso Pianeta giorno dopo giorno (link di approfondimento)?

Se vuoi essere aggiornato sulle novità dal mondo della salute correlato ai contaminanti emergenti, iscriviti gratuitamente alla newsletter.

Dr Pasquale Cioffi

Autore del libro “La Dieta della Plastica

Share This