Una delle principali fonti di microplastiche e nanoplastiche a livello globale sono gli pneumatici dei veicoli a motore.

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Trainati dall’aumento della produzione di autoveicoli su scala globale in costante crescita, nel 2016 sono stati prodotti 15 milioni di tonnellate di gomma sintetica per pneumatici.

Attualmente gli pneumatici sono costituiti da una mescola di gomma naturale e sintetica a cui vengono aggiunti solfuri (4%), che servono per la vulcanizzazione che, in presenza di ossido di zinco (1%) rende il materiale finale molto elastico e resistente.

Inoltre viene aggiunto un 30% di carbone come riempitivo e come agente UV-resistente e oli minerali aromatici (cancerogeni per l’uomo), per rendere gli pneumatici più resistenti e ridurre contemporaneamente il grip sull’asfalto e le emissioni.

Molti asfalti sono costituti da cavità che riducono la superficie di contatto fino ad un 25%.

I pori servono per drenare efficientemente l’acqua. Queste cavità si riempiono così velocemente di frammenti di plastica che, per rimanere efficienti, andrebbero ripulite due volte l’anno.

Durante la corsa dell’autovettura, i battistrada degli pneumatici sono sottoposti ad una serie di forze di taglio e abrasive, che hanno come conseguenza l’aumento della temperatura in alcuni punti (detti hot spots), da cui si originano microparticelle di plastica volatili. Inoltre si formano conglomerati tra gomma e particelle dell’asfalto.

Una buona percentuale di particelle, che si staccano dagli pneumatici, sono talmente piccoli da far parte delle cosiddette polveri sottili o PM10, costituiti da agglomerati di carbone nero (usato come additivo riempitivo), impregnati di oli minerali aromatici.

I Numeri impressionanti del problema:

 

-Le emissioni dei pneumatici per auto sono sostanzialmente più alte di quelle degli altri fonti di microplastiche, come quelle dell’usura degli pneumatici per aeroplano, quelle derivate dai campi in erba sintetica, l’usura dei freni, ecc.; 

-per ogni autovettura vengono prodotti fino a 10 grammi di microplastiche ogni 100 km percorsi mediante l’usura degli pneumatici;

-il numero di veicoli circolanti a livello globale è passato da 40 milioni nel 1940 ad un miliardo e duecento milioni nel 2014; 

-vengono emessi mediamente circa un kg (0,8 kg) di microplastiche dall’usura degli pneumatici pro-capite ogni anno, con punte di 4,7 kg per i cittadini degli U.S.A.;

-il 10% circa delle microplastiche e nanoplastiche inquinanti negli oceani deriva dall’abrasione degli pneumatici;

-si liberano dagli pneumatici fino al 7% delle microplastiche volatili sotto forma di polveri sottili (i cosiddetti PM 2,5);

-ogni anno ci sono 3 milioni di decessi in tutto il mondo legato all’inquinamento atmosferico secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), riconducibili in parte anche all’azione nociva delle microplastiche e nanoplastiche degli pneumatici.

 

Soluzioni

 

  • Ridurre al minimo l’utilizzo del trasporto su gomma a livello globale, privilegiando mezzi trasporto alternativi (su rotaie o via mare) o la sharing mobility;

 

  • Stimolare l’industria automobilistica a sviluppare nuovi materiali biodegradabili, ecosostenibili e atossici che sostituiscano la plastica degli pneumatici;

 

  • Sviluppare tecnologie  avanzate che rivoluzionino completamente il modo di muoversi: per esempio,  si potrebbe sfruttare  la tecnologia dei treni ad alta velocità cinesi e giapponesi a lievitazione magnetica scalabile sulle autovetture. Questi treni non poggiano sulle rotaie, perché sfruttano la polarità opposta di magneti, che attraverso un gioco di forze gravitazionali e elettromagnetiche, si muovono sollevati di qualche centimetro da terra, senza mai entrare in contatto con questa.

 

  • Costruire strade con nuove tipologie di asfalto, che riducano l’attrito e quindi le emissioni di polveri sottili, ma che tengano conto anche delle forze di abrasione a carico degli pneumatici

 

 

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Dr Pasquale Cioffi

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