Viviamo nel bel Paese, dove la cultura culinaria è una delle ricchezze più importanti.

Essa rappresenta la nostra tradizione, le nostre radici e il nostro legame col territorio in cui viviamo.

In questo panorama, il mondo variegato degli insaccati, prosciutti, mortadelle, speck, porchetta, salami vari, wurstel, ecc., rappresentano una fetta consistente.

La stragrande maggioranza delle persone, che si reca al bancone dei salumi, compra i cosiddetti affettati, già pronti in vaschetta oppure vengono preparati al momento.

Ma vi siete mai posti delle semplici domande:

Quello che sto comprando contiene più plastica o affettato?

….o meglio…..

In una vaschetta che contiene due etti di prosciutto, da quanti etti di plastica è fatta?

…e quindi…

E’ sostenibile dal punto di vista ecologico un sistema di questo tipo, che produce tanta plastica mono-uso quanto l’alimento che io compro o forse anche di più?

E poi…

Perché, per ogni strato di affettati preparati a mano, il salumiere interpone uno strato di plastica antiaderente?

Ma soprattutto vi siete mai chiesti se la plastica rilascia sostanze potenzialmente pericolose alla nostra salute, anche se nei limiti di legge?

Abbiamo già affrontato in un precedente articolo il fenomeno della migrazione di alcune sostanze tossiche, detti interferenti endocrini, dal contenitore di plastica ad alimenti e bevande!

Anche se nei limiti di legge, queste sostanze, presenti intorno al 2% in peso nelle plastiche, migrano in alimenti e bevande favoriti da questi fattori:

– più la temperatura è elevata e maggiore sarà l’entità della migrazione(estate>inverno; a temperature ambiente>in frigo);

– più il tempo di contatto plastica-alimento è lungo e maggiore sarà il passaggio;

– caratteristiche dell’alimento: un alimento con una componente grassa come affettati e formaggi assorbe gli interferenti endocrini più pericolosi, perché sia accumuleranno, a loro volta, nei nostri grassi e persisteranno a lungo nel nostro organismo.

E’ bene ricordare che, anche se queste sostanze pericolose rientrano nei limiti di legge, ad oggi nessuno conosce le conseguenze del cosiddetto “effetto cocktail”.

Se io faccio colazione con uno snack confezionato in plastica, a pranzo mangio un panino al prosciutto e poi ceno con un formaggio imballato in plastica, il mix di interferenti endocrini assorbiti dal mio organismo potrebbe avere un effetto sinergico e non semplicemente additivo.

Consigli utili

  • Cercare di mangiare affettati, partendo da insaccati non confezionati in plastica e tagliati al momento;
  • Cambiare continuamente marca e tipologia di insaccato e affettato per evitare di esporsi sempre allo stesso tipo di contaminante e quindi rischiando di avere fenomeni di accumulo.
  • Ridurne il consumo soprattutto se si tratta di carni rosse e specialmente per i bambini, che sono più sensibili e vulnerabili alle sostanze tossiche rilasciate dagli imballaggi in plastica.

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Dr Pasquale Cioffi

Autore del libro “La Dieta della Plastica

 

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