I numeri dell’industria della plastica sono impressionanti!

Si è passati da un milione di tonnellate prodotte nel 1945 a 322 milioni di tonnellate di plastica nel 2015 .

Ogni anno si registra un trend in costante crescita pari al 3% (PlasticsEurope: Plastics – the Facts 2016, an analysis of European latest plastics production, demand and waste data. Plast Eur Assoc Plast Manuf Bruss P40 2016).

Oltre il 40% delle plastiche prodotte sono monouso con un ciclo di vita a volte meno di un minuto (cucchiaino da caffè, bicchiere, cannuccia, ecc), e poi buttato via.

Si stima nel 2015 siano stati consumati 140 kg di plastica pro capite nel continente europeo contro i 16 kg del continente africano. (Plastics Europe (2015)) .

 Per cui è possibile che nel prossimo futuro le economie in via di sviluppo dei Paesi emergenti aumenteranno in maniera esponenziale il loro consumo di plastica fino a raggiungere i livelli dei Paesi più industrializzati.

Circa il 4% della petrolio estratto ogni anno viene impiegato nella produzione di plastica e un altro 4% viene utilizzato come energia pe la produzione della plastica stessa.

Nel 2012 in Europa è stato riciclato il 26% contro il 9% degli Stati Uniti d’America: a livello globale solo il 14% della plastica prodotta viene poi riciclata (https://www.epa.gov/sites/production/files/2015-09/documents/2012_msw_fs.pdf).

Nel corso del 2010  otto milioni di tonnellate di rifiuti di plastica sono stati sversati negli oceani (Jambeck, J.R.; Geyer, R.; Wilcox, C.; Siegler, T.R.; Perryman, M.; Andrady, A.; Narayan, R.; Law, K.L. Plastic waste inputs from land into the ocean. Science 2015, 347, 768–771) da cui si liberano per frammentazione microplastiche e nanoplastiche, che mangiamo e beviamo in alimenti e bevande!

Greenpeace ha attivato una raccolta-firme per sensibilizzare le grosse multinazionali a ridurre la produzione delle plastiche usa e getta.

Klicca su questo link per aderire alla petizione di Greenpeace!

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Dr Pasquale Cioffi

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